Surplus di energia destinato alla pulizia delle acque reflue

Grazie ai convertitori di frequenza Danfoss, l'impianto per il trattamento delle acque di Aarhus, in Danimarca, non assicura solo acqua pulita ma produce anche più elettricità e calore di quanto consuma.

— giovedì 16 aprile 2015 Da Danfoss

In molti comuni, gli impianti per il trattamento delle acque e delle acque reflue sono responsabili della gran parte del consumo di elettricità, pari a circa il 25-40% del consumo totale di energia della città interessata. Nella città danese di Aarhus, la compagnia idrica locale è riuscita a trasformare le strutture per il trattamento delle acque da semplici impianti per le acque reflue in centrali elettriche e termiche combinate.

Nel 2014 l'impianto per il trattamento delle acque reflue di Aarhus ha prodotto il 140% di elettricità; il surplus di calore, pari a 2,5 GWh, è stato distribuito attraverso il sistema di teleriscaldamento della città, riducendo così le emissioni di carbonio. La produzione combinata di calore ed elettricità eguaglia una produzione di energia del 190-200%, pari al 90% in più di quello che la struttura consuma. 

Questi risultati sono ottenuti grazie a un'avanzata ottimizzazione dei processi e impiegando oltre 120 convertitori di frequenza a velocità variabile VLT® AQUA Drive di Danfoss come comandi per la quasi totalità dei dispositivi rotanti. I convertitori di frequenza permettono all'impianto per il trattamento delle acque reflue di adattarsi al cambio di carico durante il ciclo di 24 ore e risparmiare energia. Se funzionante in modo ottimale, produce anche la quantità massima di liquame/carbonio per il digestore, generando il gas impiegato nella produzione di elettricità e calore.

L'idea di Aarhus Water è quella di esportare il progetto di generazione di energia. Aarhus Water punta a ottenere un surplus energetico così significativo dai suoi impianti di trattamento delle acque reflue da poter rispondere ai bisogni energetici del sistema di distribuzione di acqua potabile della città. Ciò trasformerebbe il principale consumatore di elettricità della città in un soggetto neutro dal punto di vista energetico.

 

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